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IL SENTIERO VERDE


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Amaryllis belladonna 'Alba'
 

                                                                   foto D.F.

La forma naturale bianca dell'Amaryllis belladonna è molto più rara della specie tipo a fiore rosa. Non è di facile reperibilità e le eventuali scorte sono talmente scarse che frequentemente è esaurita già all'inizio della stagione. Talvolta questa forma viene denominata "var. blanda", ma tale nome non è corretto e può essere confuso con quello di un'Amaryllis ormai inesistente, in passato chiamata erroneamente  Amaryllis blanda (vedi).

Esistono anche ibridi bianchi derivati da Amaryllis belladonna, come HATHOR e WHITE QUEEN, più facilmente reperibili della forma bianca della specie. Gli ibridi intergenerici che hanno coinvolto l'Amaryllis belladonna presentano anche fiori di altri colori, come BARBERTON (rosa scuro), CAPE TOWN (rosa scuro-rosso), JAGERSFONTEIN (rosa molto scuro), JOHANNESBURG (rosa con gola bianca), KEWENSIS (rosa con gola gialla), KIMBERLEY (rosso carmine scuro con centro bianco), MAJOR (rosa scuro su steli scuri), PALLIDA (rosa chiaro), PURPUREA (rosa -porpora,) ROSEA (tepali rosa striati in bianco), RUBRA (rosso-rosa), WINDHOEK (rosa con centro bianco) ecc. Tai ibridi sono ancora particolarmente difficili da trovare in commercio.

Tutte le forme naturali di A. belladonna  sono di facile coltivazione per quanto riguarda il suolo e la fertilizzazione, ma dopo il trapianto impiegano generalmente alcuni anni prima di fiorire regolarmente.

Il genere Amaryllis è originario dell'Africa del Sud e non deve essere confuso con Hippeastrum, un genere di origine sudamericana, meno rustico e con fiori che si sviluppano insieme con il fogliame. La specie e le forme di Amaryllis belladonna fioriscono prima dell'emissione delle foglie. A questa caratteristica è dovuto il nome comune "Femmina nuda". Il fogliame cresce durante l'autunno e l'inverno ed è indispensabile per l'ingrossamento dei bulbi e la fioritura nella successiva stagione. A temperature minime occasionali di -5 o -6°C le foglie subiscono solo lievi danni, che vengono superati bene al momento del ritorno di temperature più miti della primavera e non impediscono lo sviluppo normale dei bulbi.

I bulbi di medie dimensioni devono essere piantati ad una profondità pari a 1,5 o 2 volte l'altezza del bulbo e sono dunque sempre ben coperti dal substrato (a differenza degli Hippeastrum, i cui bulbi devono sporgere dalla terra). Bulbi molto grandi, pronti alla fioritura, devono essere piantati meno profondi, con la punta appena coperta dal suolo. Dopo la messa a dimora in primavera oppure in primo autunno le piante non riescono generalmente a fiorire nel primo anno. Raggiunta la necessaria dimensione e superato lo shock del trapianto (per il quale frequentemente si offendono profondamente) i risultati sono quasi sempre molto soddisfacenti. I bulbi ingrossando raggiungono spesso il livello della superficie del suolo. Non è necessario intervenire per coprirli con il terriccio, ma quando si formano grossi agglomerati tra bulbi grandi e bulbetti prodotti agamicamente, conviene separali all'inizio dell'estate e ripiantarli immediatamente distanziandoli adeguatamente.  

Amaryllis belladonna non ha bisogno di un suolo particolare e riesce bene anche in substrati pesanti, purché permeabili. E' adatta alla coltivazione in piena terra e mal sopporta la costrizione causata da vasi e recipienti. Un moderato apporto di nutrienti in autunno ed in primavera permette un migliorie accumulo di forze nei bulbi e dunque una fioritura più abbondante. Fiorisce dopo le piogge di fine estate con grandi fiori imbutiformi rosa o bianchi, portati in numero di 6 a 10 sopra scapi rigidi alti tra 50 e 70 cm, profumati soprattutto verso sera a temperature non troppo basse. Le foglie si sviluppano in autunno dopo la fioritura. Sono lucide, lineari, verde intenso, lunghe da 20 a 50 cm. Durano fino a tarda primavera ed è necessario farle ingiallire naturalmente prima di toglierle.

Le cultivar con sfumature di rosa, fino al rosso, combinazioni col bianco e la forma di colore bianco candido sono rare. Ultimamente sono stati eseguiti numerosi incroci che porteranno entro pochi anni alla diffusione di nuove cultivar con colori interessantissimi.

La propagazione viene effettuata per separazione dei bulbi laterali. E' molto lenta quella da seme.

Danni da parassiti sono rari (limacce e mosca dei bulbi). Il nemico principale è il forte freddo e la negligenza nella cura delle foglie da parte di giardinieri senza scrupoli o troppo inesperti.

   

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Genere: Amaryllis
specie: belladonna
sottospecie/'Forma'/VARIETA' 'Alba'
Famiglia: Amaryllidaceae
Origine: Sud Africa
Colore dominante del fiore: bianco
Altezza: 50-70 cm
Periodo di fioritura: fine estate-autunno
Profumo: debole
Altre caratteristiche particolari: fiorisce senza foglie
Uso consigliato: piena terra
Esposizione: sole
Suolo: comune
Umidità suolo nel periodo vegetativo: bassa
Distanza tra i bulbi: 20 - 30 cm
Coltivazione: facile
Disponibilità: II-V e IX-X
Presente nel CAT-I e CAT-V
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    1     AML002

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A. belladonna WHITE QUEEN

foto D.F. tratta dal sito www.theafricangarden.com © David Fenwick 2005

                                                                          (vedi anche)

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